Come presentare un’idea insolita in modo che gli altri la capiscano

Come presentare un’idea insolita in modo che gli altri la capiscano

Proponete un modo diverso per gestire richieste ricorrenti e la risposta arriva prima ancora che abbiate il tempo di spiegare il punto: «Non l’abbiamo mai fatto così». Per voi la proposta è semplice, ma l’altra persona vede soprattutto altro lavoro, incertezza o una procedura sconosciuta. Il problema potrebbe non essere l’idea in sé, ma il fatto che non siete ancora riusciti a spiegarla bene.

Per trovare soluzioni nuove non basta avere immaginazione. È utile saper tradurre un’idea insolita in una situazione comprensibile per gli altri, mostrarne i limiti e lasciare spazio alle domande. L’obiettivo è permettere a chi ascolta di valutare la proposta per ciò che è davvero, e non in base alla prima impressione.

Spiegate prima quale problema dovrebbe risolvere la proposta

Chi ha un’idea nuova spesso comincia dalla parte più interessante: descrive uno strumento insolito, una combinazione originale o una procedura fuori dal comune. Chi ascolta, però, potrebbe non capire ancora perché dovrebbe cambiare qualcosa. Senza questo collegamento, anche una buona proposta rischia di sembrare un esperimento inutile.

Per un momento, lasciate da parte la soluzione e definite un problema concreto che l’altra persona riconosce. Invece di dire «Creiamo un sistema di comunicazione completamente nuovo», è più chiaro spiegare: «Le stesse tre domande vengono annotate in posti diversi e poi dobbiamo cercare l’ultima risposta». La seconda frase offre un punto di partenza condiviso.

Prima della conversazione, provate a rispondere a queste tre domande:

  • Che cosa non funziona oggi? Descrivete una situazione osservabile, senza giudicare le persone o l’intero sistema.
  • Chi è coinvolto? Indicate chi perde tempo, chi ripete un’attività o chi deve aspettare.
  • Che cosa dovrebbe migliorare con il cambiamento? Definite un risultato atteso che sia possibile verificare.

Se non riuscite a individuare un problema da risolvere, non significa necessariamente che l’idea sia priva di valore. Potrebbe essere un gioco, un esperimento artistico o un’esplorazione di possibilità. In tal caso, presentatela per quello che è. Non promettete un’utilità pratica solo per rendere più convincente un’idea originale.

La prima frase definisce il contesto: Prima di descrivere l’idea, provate a spiegare in una frase quale situazione volete cambiare. Chi ascolta saprà così in base a che cosa valutare la proposta.

Distinguete il nucleo dell’idea dalla sua versione più ambiziosa

La fantasia permette di combinare anche elementi che, a prima vista, sembrano non avere nulla in comune. Quando spiegate un’idea, però, elencare subito tutte le possibili varianti può ostacolare la comprensione. Una persona immagina una modifica semplice, un’altra una tecnologia costosa e una terza un cambiamento delle regole nel loro complesso. Parlano della stessa idea, ma ciascuna pensa a una versione diversa.

Perciò individuate innanzitutto il cambiamento minimo che esprime il vostro intento. Solo quando l’altra persona lo avrà capito potrete illustrare le altre possibilità. Per esempio, una «stanza che cambia in base al modo in cui viene usata» potrebbe significare, nella prima versione, soltanto tavoli spostabili e luci regolabili in modi diversi. Pareti automatiche e tecnologie aggiuntive non servono per comprendere il concetto di base.

Adattate la spiegazione alla persona che avete davanti

Una stessa proposta può interessare persone diverse per ragioni diverse. Chi dovrà usarla potrebbe chiedersi quanto sarà impegnativa. Chi ne sarà responsabile probabilmente vorrà capire quali rischi comporta. Chi subirà gli effetti del cambiamento in modo indiretto ha bisogno di sapere che cosa resterà invariato.

Non significa che dobbiate raccontare una storia diversa a ciascuno. I fatti e i limiti della proposta devono restare gli stessi; cambiano soltanto l’ordine e il livello di dettaglio della spiegazione. Ecco uno schema utile:

A chi presentate la propostaChe cosa ha bisogno di sapere per prima cosaUna domanda utile
Chi dovrà usare la proceduraChe cosa farà diversamente e quanto impegno richiederàChe cosa potrebbe risultarvi più scomodo durante la prova?
Chi decide come destinare le risorseQuanto costerà la prova e quando sarà possibile interromperlaQual è il limite di spesa da non superare?
Chi sarà coinvolto dal cambiamentoChe cosa cambierà per lui e che cosa resterà invariatoQuale parte della procedura attuale è importante per voi?

Lo stesso vale nella vita personale. Se proponete a casa un nuovo modo di organizzare gli impegni comuni, non è necessario cominciare da un’app o da una tabella. Chiedete prima se il problema è dimenticare gli accordi, distribuire i compiti in modo poco equo o qualcos’altro. Potrete così adattare la proposta al bisogno reale, invece di cercare di imporre lo strumento che preferite.

Usate una struttura breve invece di una lunga spiegazione entusiasta

Se tendete a ragionare per immagini, varianti e collegamenti, può essere difficile decidere da dove cominciare. Prepararvi in anticipo vi aiuta a mantenere l’originalità dell’idea senza sommergere l’altra persona di digressioni. Per iniziare bastano quattro frasi, in questo ordine:

  1. Situazione attuale: «Quando un cliente chiede a che punto è una richiesta, cerchiamo la risposta in diversi messaggi».
  2. Un cambiamento proposto: «Proviamo a tenere lo stato sintetico di ogni richiesta in un unico posto condiviso».
  3. Beneficio atteso: «Potremmo perdere meno tempo a capire chi ha l’informazione aggiornata».
  4. Un piccolo passo successivo: «Propongo di provare con dieci richieste, senza abbandonare la procedura attuale».

Verificate che la proposta sia chiara: Dopo averla presentata brevemente, chiedete all’altra persona quale pensa sia il primo cambiamento concreto. Se la risposta non corrisponde a ciò che intendevate, chiarite la spiegazione prima di difendere la proposta.

Un esempio concreto di proposta che inizialmente incontra resistenza

Immaginiamo una situazione ipotetica in un piccolo ufficio. Lucia si accorge che il passaggio delle attività genera molti equivoci. Propone che il team usi, al posto dei messaggi informali, brevi schede con il nome dell’attività, la persona responsabile e il passo successivo. La chiama «un nuovo sistema di comunicazione».

Un collega obietta che non vuole un altro sistema. Lucia comincia a illustrare tutte le possibilità, i colori e le automazioni che potrebbe aggiungere in futuro. La resistenza aumenta, perché il collega sente parlare soprattutto di altre cose da registrare. Lucia confonde la visione futura con il primo cambiamento necessario.

Al colloquio successivo, Lucia esordisce in modo diverso: «La settimana scorsa abbiamo passato due attività senza indicare chi dovesse occuparsene dopo. Non voglio cambiare tutto il nostro modo di lavorare. Proviamo con cinque attività, annotando soltanto il nome della persona responsabile e un passaggio successivo. Se ci farà perdere più tempo di quanto ce ne faccia risparmiare, ci fermeremo».

Ora il collega può reagire a una proposta concreta. Chiede chi inserirà i dati. Lucia ammette di non averlo ancora deciso. Si accordano sul fatto che, durante la prova, li annoterà la persona che passa l’attività. Solo allora potranno capire se gli equivoci sono davvero diminuiti e se registrare le informazioni ha richiesto troppo tempo.

Dichiarate che cosa non sapete e proponete una prova su piccola scala

Una nuova soluzione si basa spesso su un’ipotesi che nessuno ha ancora verificato. Per esempio, potreste aspettarvi che il lavoro diventi più rapido, senza sapere se la nuova procedura finirà per appesantire un’altra parte del team. Se nascondete questa incertezza, la proposta può sembrare convincente solo fino alla prima obiezione.

Distinguete chiaramente tre tipi di affermazioni: che cosa avete osservato, che cosa ipotizzate e che cosa volete verificare. «Adesso dobbiamo cercare spesso le risposte» descrive il problema. «Un posto condiviso ci farà risparmiare tempo» è un’aspettativa. «Con una piccola prova confronteremo quante volte dobbiamo cercare le informazioni» è un modo per raccogliere elementi utili a decidere.

Una buona prova ha un ambito limitato, una fine definita e un criterio per decidere se proseguire. Tuttavia, quando un cambiamento riguarda la sicurezza, la privacy, il denaro o i diritti di altre persone, entusiasmo e portata ridotta non bastano. Prima di testarlo, possono essere necessari permessi adeguati, misure di tutela o una valutazione professionale.

Se non è possibile provare la proposta in sicurezza, potete limitarvi a un progetto, una simulazione, un confronto con le persone coinvolte o un altro metodo per verificare le ipotesi. Anche decidere di non mettere in pratica nulla, per il momento, può essere il risultato di una valutazione ben fatta.

Fate domande per verificare la comprensione, non solo il consenso

Dopo aver presentato un’idea, spesso si chiede: «Vi piace?». Le risposte tendono a essere brevi e poco utili per il lavoro successivo. Per gentilezza, qualcuno può annuire; qualcun altro può rifiutare una proposta diversa da quella che avete davvero in mente. Conviene quindi capire che cosa ha compreso chi vi ascolta.

Sono particolarmente utili le domande che fanno emergere un punto concreto poco chiaro:

  • «Secondo voi, quale sarebbe il primo cambiamento dopo l’introduzione della proposta?»
  • «Quale parte vi sembra poco pratica o troppo impegnativa?»
  • «Che cosa dovrebbe restare invariato perché la procedura sia adatta a voi?»
  • «Quale problema potremmo creare involontariamente con questa proposta?»

Se ricevete una risposta critica, non dovete dimostrare subito che l’altra persona sbaglia. Verificate prima di aver capito bene la sua preoccupazione. Un’obiezione sui costi, sulla mancanza di responsabilità chiare o sull’interruzione di un’abitudine che funziona può indicare una condizione indispensabile per rendere utile la proposta. D’altra parte, non ogni resistenza dimostra che l’idea debba essere scartata. Contano le ragioni specifiche e la possibilità di verificarle.

Una domanda più utile del semplice consenso: Non chiedete soltanto se l’idea è buona. Scoprite che cosa dovrebbe essere vero perché la si possa provare in modo sicuro e ragionevole.

Quando spiegare meglio non basta e occorre rivedere la proposta

Non tutte le obiezioni dipendono da una comunicazione poco chiara. A volte l’idea affronta un problema secondario, trasferisce i costi su qualcun altro o presuppone una collaborazione per la quale l’altra parte non ha risorse sufficienti. Una formulazione migliore non risolve questi difetti.

Prestate particolare attenzione a tre segnali: non riuscite a spiegare con chiarezza quale vantaggio ne ricaverebbe chi userà la proposta; la persona incaricata di metterla in pratica segnala un carico di lavoro insostenibile; oppure non è possibile distinguere in modo ragionevole il risultato atteso da ciò che già funziona. In questi casi è meglio tornare al problema e ridurre o modificare la soluzione.

Come prepararsi a presentare la prossima idea

Scegliete un’idea a cui pensate da tempo ma che non riuscite a spiegare con chiarezza. Scrivete cinque brevi risposte: qual è il problema attuale, chi coinvolge, quale cambiamento minimo potrebbe migliorarlo, che cosa non sapete ancora del risultato e come si potrebbe effettuare una prima verifica in sicurezza.

Poi provate a presentarla a voce, come se l’altra persona non conoscesse le riflessioni che avete fatto finora. Se dopo un minuto state ancora descrivendo soltanto possibilità interessanti, tornate allo scopo. Se sapete indicare il problema, il cambiamento e i suoi limiti, avete una base per una conversazione, non soltanto per una presentazione.

Il risultato pratico non deve essere per forza l’approvazione immediata della vostra idea. È sufficiente trasformare un vago «è strana» in una domanda concreta, in un accordo per una piccola prova o in una decisione chiara sul perché non procedere, almeno per ora.

Come si manifesta questo tema nella sua vita? Scelga le risposte che la descrivono meglio:

Immagina di essere in una grande stanza completamente bianca senza finestre. Per prima cosa…

Scelga la risposta che la descrive meglio.

Quale delle seguenti affermazioni ti rappresenta di più?

Scelga la risposta che la descrive meglio.

Se dovessi inventare un nuovo modo per attraversare un fiume, cosa ti verrebbe in mente per prima cosa?

Scelga la risposta che la descrive meglio.

Immagina di avere davanti a te un oggetto sconosciuto. Come fai a scoprire a cosa serve?

Scelga la risposta che la descrive meglio.

Se potessi inventare una festa completamente nuova, qual sarebbe il suo tema principale?

Scelga la risposta che la descrive meglio.

Ricevi un puzzle montato in modo errato, cosa fai?

Scelga la risposta che la descrive meglio.

Se potessi cambiare una cosa nel modo in cui funziona il mondo, quale sarebbe?

Scelga la risposta che la descrive meglio.

Come risolveresti un problema se non avessi a disposizione nessun strumento comune?

Scelga la risposta che la descrive meglio.

Immagina di avere l'opportunità di imparare nuove abilità, ma solo una di esse. Cosa sceglieresti?

Scelga la risposta che la descrive meglio.

Se dovessi descrivere il tuo stile di pensiero con un'immagine, quale sarebbe?

Scelga la risposta che la descrive meglio.

Tendenza all'innovazione

Riceva una valutazione delle sue risposte

Inserisca l’e-mail per creare un account e associare il test. Dopo l’invio di tutte le 10 risposte, mostreremo la valutazione sulla pagina e le invieremo un link via e-mail.

Potrebbe interessarti