Immaginate una città in cui le strade si spostano ogni notte. Ne vedete i vicoli, sentite i passi e intuite che potrebbe nascere una storia. Ma quando iniziate a scrivere, vi chiedete: che cosa dovrebbe fare per prima cosa il personaggio? Se spiegate tutto il mondo insolito, la scena si ferma. Se non spiegate nulla, il lettore non capisce che cosa sta succedendo.
Per scrivere una storia fantastica non basta avere molta immaginazione. Occorre scegliere le informazioni che aiutano il lettore a seguire una situazione concreta, una decisione e le sue conseguenze. Una buona scena non deve svelare ogni segreto del mondo inventato, ma deve rendere comprensibile ciò che accade in quel momento.
Un’idea non è ancora un evento
La frase «In questa città, le strade cambiano posizione ogni notte» descrive una caratteristica interessante dell’ambientazione, ma non dice ancora perché dovrebbe importare a qualcuno. La storia comincia a muoversi quando quella caratteristica complica il piano di un personaggio, gli offre un’opportunità o lo costringe a scegliere tra due possibilità.
Prima di scrivere, provate a completare queste tre frasi: Il personaggio vuole... Qualcosa glielo impedisce... Se non ci riesce, accadrà... Non serve inventare il destino del mondo intero. Per la prima scena basta un obiettivo piccolo e comprensibile.
Esempio: Nora deve consegnare una lettera a sua sorella entro mezzogiorno. Durante la notte, però, le strade si sono spostate e il percorso del giorno prima non esiste più. Se arriva in ritardo, la sorella partirà senza che abbiano chiarito l’ultima lite. La città insolita non è una semplice decorazione: condiziona direttamente le decisioni di Nora.
Se eliminate la regola fantastica e la scena si svolge nello stesso modo, probabilmente non la state ancora sfruttando. Chiedetevi quale ostacolo o opportunità crea proprio quella regola. Non ogni dettaglio originale deve comparire all’inizio.
Inventate una regola e un limite
Quando si costruisce un mondo, è facile accumulare domande. Perché le strade si spostano? Chi le controlla? Quando è cominciato tutto? Come si vive in città? Le risposte possono servire in fase di progettazione, ma il lettore non ha bisogno di conoscerle tutte insieme. Nella prima scena spesso gli basta capire che cosa succede e quale limite deve rispettare il personaggio.
Per la città di Nora, stabiliamo alcune semplici regole di lavoro: le strade cambiano soltanto all’alba, si spostano come blocchi interi e il campanile della piazza rimane al suo posto. Il campanile può così diventare un punto di riferimento. È una scelta autoriale per questo esempio, non una regola generale della narrativa fantasy.
I limiti sono importanti perché una soluzione non sembri spuntare dal nulla. Se Nora potesse ordinare alle strade di tornare al loro posto in qualsiasi momento, il problema perderebbe tensione. Se nel mondo esistono eccezioni, decidete quando il lettore le scoprirà e perché il personaggio non poteva servirsene prima.
Prima di scrivere il primo paragrafo, potete annotare una breve guida:
- Regola: che cosa è diverso, in questo mondo, rispetto al nostro?
- Limite: che cosa non può fare il fenomeno, o quando non funziona?
- Conseguenza: chi ne trae vantaggio e chi ne è ostacolato?
- Segnale visibile: da che cosa capisce il lettore che la regola è entrata in gioco?
Cominciate nel momento in cui qualcosa cambia
Scegliere la prima frase è spesso la decisione più difficile. Per preparare il lettore, gli autori cominciano talvolta raccontando la storia dell’ambientazione. In una scena dinamica, però, può funzionare meglio un movimento concreto o un’aspettativa disattesa. Il lettore scopre la stranezza insieme al personaggio e ha subito un motivo per andare avanti.
Confrontate due possibili aperture della stessa storia.
Inizio esplicativo: Da sempre la città era famosa perché le sue strade cambiavano posizione ogni mattina. Gli abitanti avevano dovuto abituarsi alla geografia mutevole e si orientavano in vari modi. Nora viveva lì da molti anni.
Inizio attraverso un evento: Nora aprì il portone e si fermò. La panetteria che il giorno prima si trovava di fronte a casa sua era scomparsa. Al suo posto, una stradina scendeva verso il fiume. Stringeva la lettera in una mano e, in lontananza, sentì il rintocco della campana del mattino.
Nel secondo esempio non conosciamo ancora il meccanismo completo degli spostamenti. Sappiamo però che cosa vede Nora, che qualcosa è cambiato e che la lettera è legata a una scadenza. Il lettore può essere incuriosito senza sentirsi disorientato. Nel paragrafo successivo si può introdurre il campanile come punto fermo e mostrare il primo tentativo di trovare la strada.
Dosate le informazioni seguendo le esigenze del personaggio
Una scena fantastica suscita due domande diverse. La prima riguarda la curiosità: perché le cose sono così strane? La seconda riguarda l’orientamento: dov’è il personaggio, che cosa sta cercando di fare e perché non ci riesce? La prima può restare senza risposta a lungo. Alla seconda conviene rispondere man mano, così che il lettore possa seguire la vicenda.
Può essere utile distinguere ciò che rivelate subito da ciò che potete rimandare:
| Informazione | Che cosa mostrare nella scena | Che cosa può aspettare |
|---|---|---|
| Spazio | Da dove parte Nora e dove deve arrivare | La mappa dettagliata di tutti i quartieri |
| Regola del mondo | La strada davanti a casa si è spostata durante la notte | L’origine e la storia degli spostamenti |
| Obiettivo del personaggio | Deve consegnare una lettera in tempo | Tutta la storia del conflitto familiare |
| Possibilità d’azione | Il campanile resta un punto di riferimento | Tutti i metodi per orientarsi in città |
Scegliete immagini al servizio della storia
Nella scrittura creativa è forte la tentazione di usare immagini, metafore e suoni insoliti. Possono dare personalità al testo, ma perdono efficacia se ogni oggetto riceve un nuovo paragone. Il lettore rischia di non capire quali dettagli contano e quali sono soltanto ornamentali.
Provate a stabilire la funzione di ogni immagine significativa. Può descrivere l’ambiente o l’atmosfera, rivelare il carattere di un personaggio o preparare un evento. Per esempio, «il selciato era bagnato come vetro» crea una sensazione; se poi Nora scivola sulle pietre e perde la lettera, l’immagine diventa anche parte dell’azione.
Al contrario, la frase «le case cantavano con voci blu e i marciapiedi sognavano ricordi d’argento» può creare un’atmosfera, ma da sola non aiuta a capire dove si trovi il personaggio. Può essere adatta a un testo poetico; in una scena concitata, come un inseguimento, potrebbe coprire le informazioni necessarie.
Questo non significa rinunciare a uno stile personale. Provate a conservare in ogni paragrafo un’immagine forte e un’informazione precisa. L’immagine può trasmettere l’atmosfera, l’informazione aiutare il lettore a orientarsi. Per esempio: «Le case stavano strette l’una all’altra come viaggiatori silenziosi. In fondo alla strada, però, si vedeva ancora la torre con l’orologio verde.»
Costruite la scena con tentativi e conseguenze
L’atmosfera porta il lettore dentro un’ambientazione, ma la trama nasce dai cambiamenti. Per evitare che la scena diventi una sequenza di belle descrizioni, il personaggio dovrebbe provare a fare qualcosa e ricevere una risposta dal mondo. Può riuscirci, fallire o scoprire che deve rivedere il proprio obiettivo.
La sequenza della storia di Nora potrebbe essere questa:
- Scoperta: il percorso abituale è scomparso e resta poco tempo per consegnare la lettera.
- Primo tentativo: Nora segue la vecchia mappa, ma finisce davanti a un canale chiuso.
- Nuova informazione: sente la campana e ricorda che il campanile non si sposta mai.
- Decisione: torna indietro e raggiunge il campanile facendo una deviazione, anche se perderà tempo.
- Cambiamento della situazione: vicino al campanile incontra qualcuno che sa dove si trova quel giorno la casa di sua sorella, ma chiede qualcosa in cambio del suo aiuto.
Così, dalla scelta di Nora nasce in modo naturale una nuova domanda. Non serve introdurre ogni volta un nuovo potere magico per far avanzare la trama: basta sviluppare le conseguenze di una regola che il lettore già conosce.
Come rivedere la prima stesura senza perdere l’idea
Può essere utile rileggere il testo due volte, con obiettivi diversi. La prima volta seguite gli eventi e sottolineate i punti in cui il personaggio vuole qualcosa, tenta di ottenerla o cambia direzione. La seconda volta concentratevi sulle spiegazioni del mondo. Segnate le informazioni indispensabili per capire l’azione del momento e quelle che possono essere spostate più avanti.
Poi ponetevi quattro domande di controllo:
- Dopo i primi paragrafi, il lettore sa che cosa vuole il personaggio?
- È chiaro che cosa gli impedisce di ottenerlo, almeno per ora?
- La soluzione deriva da possibilità già suggerite, o compare soltanto all’ultimo momento?
- Ogni nuova stranezza serve a questa scena o si limita ad ampliare la descrizione del mondo?
Se a una domanda rispondete no, non è necessario riscrivere tutta la storia. A volte basta una frase che chiarisca l’obiettivo, una conseguenza visibile della regola o spostare una spiegazione di qualche pagina più avanti.
Quando questi consigli potrebbero non essere adatti
Non tutta la letteratura vuole guidare il lettore lungo una trama chiara. La prosa sperimentale può sovvertire intenzionalmente spazio, tempo e causalità. Una prosa poetica può basarsi soprattutto su associazioni e immagini. In questi casi è del tutto legittimo che la storia non abbia un obiettivo evidente o che le regole del mondo restino incerte.
La differenza sta nell’intenzione. Se il testo vuole avere un carattere onirico, l’ambiguità fa parte dell’esperienza. Se invece volete che il lettore segua il percorso avvincente di un personaggio, servono più punti di riferimento. Non occorre spiegare tutto: occorre chiarire ciò da cui dipende la comprensione della scena.
Attenzione anche all’estremo opposto. Una pianificazione troppo rigida può trasformare la storia in una serie di passaggi meccanici. Se durante la scrittura vi colpisce una nuova immagine o una reazione inaspettata del personaggio, esploratela pure. Potrete rivedere la coerenza del mondo in una rilettura successiva, purché non lasciate contraddizioni senza spiegazione.
Un breve esercizio con una sola regola fantastica
Scegliete un fenomeno insolito che vi incuriosisce davvero. Non deve essere grandioso: per esempio, una biblioteca in cui i libri cambiano posto ogni volta che qualcuno mente su di loro. Decidete chi deve trovare qualcosa quel giorno e perché è importante.
Scrivete circa trecento parole in cui il personaggio fa un tentativo, incontra una conseguenza della regola fantastica e deve decidere che cosa provare dopo. Solo a quel punto aggiungete al massimo due frasi per spiegare al lettore ciò che è indispensabile. Confrontate la scena prima e dopo averle inserite: in quale versione risulta più chiara?
Il vostro obiettivo non è costruire un mondo perfettamente pianificato. È creare un evento in cui l’immaginazione cambia davvero qualcosa. Se riuscite a scrivere una scena del genere, avrete basi più solide per il capitolo successivo che con dieci pagine di descrizioni prive di un personaggio e di una decisione.