Aiutare lasciando all’altra persona la possibilità di scegliere
Risolvere tutto in fretta potrebbe non essere il risultato desiderato
Tuo padre sta imparando a comprare un biglietto del treno con un’app. Quando impiega più tempo a trovare una corsa, gli prendi il telefono e completi tutto tu. Il biglietto è stato comprato, ma lui voleva capire la procedura per riuscire a farlo da solo la prossima volta. Le tue buone intenzioni non hanno risposto al suo obiettivo. Prima di intervenire, puoi chiedergli: «Vuoi che ci pensi io adesso o preferisci ripercorrere insieme i passaggi?».
Se vuole imparare la procedura, lascia che usi il telefono e offrigli aiuto nel passaggio specifico. Se ha solo bisogno di sbrigarsi e ti chiede esplicitamente di farlo tu, puoi occupartene al suo posto. Il tipo di sostegno dipende dalla situazione, dal tempo disponibile, dalle capacità e dagli accordi, non da una regola secondo cui tutti devono sempre cavarsela da soli.
Sostenere l’autonomia non significa rifiutare di aiutare. Una persona può aver bisogno di adattamenti o di assistenza continuativa. Anche in questi casi, chiedile cosa preferisce nelle questioni su cui può decidere. Non scegliere automaticamente la destinazione, l’orario o il prezzo solo perché sai usare meglio l’app.
Verifica periodicamente che l’aiuto sia in linea con l’obiettivo concordato. Se inizi a spiegare e l’altra persona ti chiede una pausa, rispettala. Se il compito è urgente, chiarisci il limite di tempo e concordate cosa fare subito e cosa rimandare. La tua efficienza dovrebbe servire ai suoi bisogni: il fatto che il compito sia stato completato non dimostra, da solo, che il modo in cui hai aiutato fosse adatto.